Umberto Massa

«Mi chiamo Umberto Massa, ho altri due nomi e 24 anni.
Disegno da sempre o quasi, sono autodidatta (e ci tengo anche, nonostante tutto e nonostante le evoluzioni scolastiche), ho partecipato a mostre e concorsi ed ho collaborato ad alcuni corsi di disegno e pittura.

Non amo supereroi e manga tettuti, o se per questo paperi e cowboy. Schivo i lavori seriali. Quando mi chiedono cosa faccio nella vita, rispondo cose improbabili: più spesso, a seconda dell'umore, 'vendo pesci tropicali'.
Ho realizzato a mirabile acquerello un paio di copertine di cd vari, tra cui un Elvis d'annata decapitato.Non sono mancino né tantomeno ambidestro (figurarsi), uso qualunque tecnica anche se mi annoia l'acrilico, al contrario ad esempio dell'acquerello e dell'olio che proprio non mi stancano.
Raccontare storie mi diverte e mi piace, a volte è una necessità, e so illustrarle. I fumetti sono un passo logico, tutto sommato. Mi piace vedere la gente che quando li legge sorride, o s'impressiona, o ride e poi s'inquieta, a seconda di quello che volevo comunicare in quel momento (e se ero triste, o arrabbiato, o sorridevo): vuol dire che ci riesco.

Nel resto del mio tempo, quando ne sono padrone, vado molto in bici (la fida mtb, abitudine che mi ha provocato cadute spettacolari e guarigioni lampo), cucino, leggo molto, ascolto Hendrix.
Politicamente sono haskiano e stanco.
Socialmente sono riconosciuto soprattutto come pigro.»

Questo scrivevo esattamente un anno fa, e di diverso c'è che ho 24 anni, nuove storie e sempre due nomi di troppo. Sono anche molto felice e sereno per motivi molto personali.
Come l'anno scorso ringrazio un paio di amici, i sindacati per l'appoggio e grididimaggio. E una persona in più.

Questo scrivevo un paio di anni fa. Ora mi chiamo Umberto Massa, ho altri due nomi e ventisei anni.
Sono migliorato con l'acrilico, ho passato momenti belli e momenti brutti, e la persona in più non c'è (più). Ho scritto nuove storie e sono più consapevole di molte cose. Mi rado con un pennello e un rasoio di dieci anni fa ("La barba col rasoio elettrico/ non la faccio più"). Ascolto i cantautori italiani. Vivo in una casa nuova. Fumo pochissimo e vado in bici. Ad ottobre gli anni saranno i fatidici mortali 27. M'invento le mie giornate.

[I testi sono tratti rispettivamente dalla Piccola Raccolta n°1 e dalla Piccola Raccolta n°3, e li ho riciclati perché, appunto, sono pigro.]

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