Non ho intenzione di annoiarvi con la dura vita del fumettista indie e lagnazioni varie: nessuno mi obbliga, mi diverte.
Vivere di fumetto, però, è molto difficile. In Italia, poi. E indie, per giunta!
Primum manducare deinde philosophare, diceva un mio professore. Per manducare- mangiare- faccio quasi di tutto, in campo grafico.
Ho realizzato- e realizzo: siti internet, loghi, locandine e brochures varie, menu di ogni sorta, etichette per vini. Se mi chiedessero un santino ci penserei un attimo e- previa remunerazione- molto probabilmente accetterei.
Poco nobile? Poco intransigente? Troppo commerciale?
Chissenefrega: l'unico campo dove questi giudizi mi disturbano è quello del fumetto. Tutto il resto è funzionale alla tavola, alla storia. Preferisco dedicare una parte del mio tempo alla realizzazione di cose dichiaratamente destinate al soldo (purché ne valga la pena, e farle bene) ed essere libero poi di esprimermi al meglio, piuttosto che piegare la mie cose a logiche editorial-commerciali o finire a disegnare gli zoccoli di cavalli montati da cowboys in camicia gialla piuttosto che rossa.
Fine del discorso commerciale- non commerciale.
Ma allora, che cosa troverete sul sito?
Un catalogo di siti e lavori grafici che ho realizzato: se vi interessano, se vi piacciono, se volete qualcosa di simile, semplicemente contattatemi e vedrò di dedicare parte del mio tempo a voi. Siti, loghi, grafica multimediale e tradizionale (offset/digitale).
Inoltre, ho avviato un piccolo laboratorio di [ciclo]officina "speciale„: bici assemblate pezzo per pezzo, verniciate appositamente da me, pronte per viaggiare. Pezzi unici, studiati e realizzati su misura.
Già, la bici. Se vi prenderete il tempo di frugare nella sezione bio, o nel blog, capirete l'importanza di questo mezzo nel modo di vivere che ho costruito
E il fumetto?, direte. Il fumetto è per me un modo per raccontare la realtà, o parte di essa. È tecnica narrativa e genere narrativo insieme, un genere molto esigente e con regole tutte particolari. Un genere che ho imparato ad amare prima ancora di parlare, ma che ho imparato a rispettare molti anni dopo. E che imparo a domare ogni giorno, ad ogni lavoro. Quando finalmente mi assegneranno il premio Nobel e sigleranno contratti milionari per i miei lavori, non avrò più necessità di inventare altre dozzine di passatempi & attività. Per ora-oltre all'attività professionale di grafico, collaboro a un paio di riviste e assemblo un manipolo di autori (fumettisti d'autore suona un po' male) che condividano non la mia tecnica ma la mia visione del fumetto. Che poi è semplice: niente trucchi, il fumetto non è (solo) svago, niente arie da intellettuali e nessuna sciarpa da regista.

